Esplorazione corporeo-relazionale

Paul Gauguin - Maternity II

L’approccio corporeo relazionale cerca di dare spazio alla vita di ciascuno. Non si propone a priori di definire o cambiare o risolvere piuttosto invita ciascuno a tentare di “riceversi”, ricevere la propria vita come può, in una relazione a due o in un gruppo. E’ una ricerca che propone di fare spazio al proprio vissuto così com’è (sensazioni, emozioni, immagini, ricordi, memorie, intuizioni, silenzio …) attraverso il corpo, sede dell’esperienza, individualmente o in relazione. La ricerca propone di prendere o ricevere coscienza della propria presenza e di quella degli altri, nel concreto della nostra vita di relazione. Questa esperienza ci risveglia a nuovi punti di vista, a delle domande. Essa da spazio anche a ciò che ignoriamo di noi stessi, a ciò che non sentiamo, a ciò che non sopportiamo dentro di noi e dentro l’altro. Porta ad una certa trasformazione delle nostre vite. E’ una ricerca corporea con o senza musica con esercizi guidati che stimolano l’espressione di sé e l’incontro con l’altro e aprono a ricevere la propria vita all’occasione dell’altro. Un ricevere accurato delle proprie reazioni che ci permette di acquisire una presenza e una padronanza di se stessi nella vita di tutti i giorni, potendo così ridurre le reazioni automatiche che ci portano a dover gestire conseguenze a volte gravi e dolorose. È grazie all’accoglienza e alla riappropriazione di tutto di sé che si costruisce la propria forza interiore che ci aiuta a percorrere la vita. Il linguaggio della comunicazione nonviolenta ci aiuta a mettere in parole sentimenti e bisogni per rappresentare l’esperienza, i vissuti e condividerli, mantenendo una buona qualità di contatto.

Il Gruppo quindicinale del lunedì offre le condizioni di esplorazione più vicine alla vita di tutti i giorni per ascoltare ciò che tenta di dire il nostro corpo in relazione. Un tempo di esplorazione corporea libera che si prolunga nell’incontro a due o a molti. Libertà di improvvisazione corporale, contatto a distanza o più vicino. L’incontro prosegue con le parole scambiate intorno al vissuto.

Il Gruppo approfondito del sabato pomeriggio offre un tempo più lungo per far esistere la nostra vita attraverso il corpo e tentare di riceverla potendo farle spazio e cominciando a dirsi “io sono anche questo” nel tentativo di appropriarsi di tutto ciò che si sente per vivere come sé anziché come l’idea di sé.

“Se imparassimo ad ascoltare il nostro corpo e i segnali che ci manda vivremmo relazioni più adatte a noi e impiegheremmo meno tempo ed energia in relazioni che non ci corrispondono. L’ascolto del corpo è molto represso nella nostra società che deve risolvere immediatamente ogni piccolo sintomo con una pillola o un rimedio. È raro sentir dire “mi prendo un pochino di tempo per ricevere ciò che il mio corpo mi sta segnalando” e non è neanche tanto facile farlo!”