“Se imparassimo ad ascoltare il nostro corpo e i segnali che ci manda vivremmo relazioni più adatte a noi e impiegheremmo meno tempo ed energia in relazioni che non ci corrispondono. L’ascolto del corpo è molto represso nella nostra società che deve risolvere immediatamente ogni piccolo sintomo con una pillola o un rimedio. È raro sentir dire “mi prendo un pochino di tempo per ricevere ciò che il mio corpo mi sta segnalando”.  Certamente non è facile farlo, è frutto di un’intenzione e di un allenamento!”

Marzia Zunarelli

L’Esplorazione corporeo-relazionale

L’Esplorazione corporeo-relazionale cerca di dare spazio alla vita interiore di ciascuno. Invita a tentare di “ricevere la propria vita” in ogni suo movimento, in ciò che accade nella relazione con sé, con un’altra persona e nel gruppo. È una ricerca che propone di fare spazio a tutto di sé, di dare accoglienza al proprio vissuto così com’è (sensazioni, emozioni, immagini, ricordi, memorie, intuizioni, silenzi …). Attraverso il corpo/relazione, sede dell’esperienza, e la circolazione della parola. Si tratta di prendere o ricevere coscienza della propria presenza e di quella degli altri, nel concreto della vita di relazione. Siamo toccati dalla vita/gesto/parola di ognuno nel gruppo in luoghi interiori che ci appartengono già, abbiamo accesso alla nostra vita grazie all’interazione. Questa esperienza ci risveglia a nuovi punti di vista, a delle domande; essa apre anche a ciò che ignoriamo di noi stessi, a ciò che non sentiamo, a ciò che non sopportiamo dentro di noi e dentro gli altri. Porta ad una certa integrazione e trasformazione delle nostre vite al di là dell’intenzione di definire, cambiare o risolvere.

È una ricerca corporeo-relazionale con esercizi guidati, con o senza musica, che stimolano l’espressione di sé, l’incontro/relazione, apre a ricevere la propria vita all’occasione dell’altro. Un ricevere accurato delle proprie reazioni che ci permette di acquisire una certa consapevolezza e una maggiore padronanza di sé nella vita di tutti i giorni, potendo così ridurre le reazioni automatiche che ci portano a dover gestire conseguenze a volte gravi e dolorose. È grazie all’accoglienza e alla riappropriazione di tutto di sé che si costruisce la propria forza interiore. Il linguaggio della Comunicazione nonviolenta ci aiuta a mettere in parole sentimenti e bisogni per rappresentare l’esperienza, i vissuti e condividerli, mantenendo una buona qualità di contatto.

 

Il Gruppo quindicinale offre le condizioni di esplorazione più vicine alla vita di tutti i giorni per ascoltare ciò che tenta di dire il nostro corpo in relazione. Un tempo di esplorazione corporea libera che si prolunga nell’incontro a due o a molti. Libertà di improvvisazione corporale, contatto a distanza o più vicino. L’incontro prosegue con le parole scambiate intorno al vissuto.

Il Gruppo approfondito residenziale offre un tempo più lungo per tutto ciò di cui sopra e per far esistere la propria vita attraverso il corpo e la parola e tentare di riceverla potendo farle spazio e cominciando a dirsi “io sono anche questo” nel tentativo di appropriarsi di tutto ciò che si sente per vivere come sé anziché come l’idea di sé.